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Visualizzazione dei post con l'etichetta sviluppo sostenibile

UTE / Uomini Territori Economie

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C’è un filo invisibile, e spesso troppo sottile, che lega gli uomini ai territori, alle economie ed alle diverse cause sociali; un filo che di frequente rischia di avvolgersi, aggrovigliarsi su se stesso ed anche spezzarsi, ma che può comunque trovare un punto fermo e determinato nella risposta affermativa alla domanda: si può creare sviluppo basandolo anche su principi di equità, solidarietà, responsabilità e sostenibilità? Dalla convinzione di poter individuare ed alimentare tale risposta positiva, inizia questo percorso di ricerca, che, attraverso l'analisi di approcci volti alla costruzione di una rete sociale, può prospettare una strategia in grado di sostenere e valorizzare la creazione di quel sistema relazionale alla base di uno sviluppo sociale ed economico sostenibile. Muoversi in tale direzione, infatti, rappresenta una possibile e fattiva strada da seguire per costruire un percorso in grado di generare valore anche nel rispetto dei valori propri della Società...

Lo sviluppo sostenibile / Una prospettiva di governance

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Ad una visione dello sviluppo tendenzialmente aspaziale, nel corso degli anni si è progressivamente sostituita una visione territoriale, in cui lo spazio si organizza ed identifica a partire dai complessi sistemi di relazioni che si instaurano tra i diversi gruppi sociali presenti; lo sviluppo, così, non si realizza secondo schemi e processi lineari, univoci e prevedibili, ma è tributario delle specifiche condizioni dei luoghi e dell’ambiente naturale, delle caratteristiche della popolazione e dei rapporti sociali storicamente radicati. Il perseguimento dello sviluppo sostenibile richiede, allora, una profonda trasformazione anche nella struttura dei poteri e nel metodo di formulazione delle politiche e delle decisioni; la sua attuazione, quindi, necessita di un nuovo e diverso sistema attuativo, un processo di governance, dove le scelte non sono prese dall’alto ma con il coinvolgimento dell'intera società, e gli interessi in conflitto si possono conciliare con azioni impostate s...

Il network del Global Compact

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Partendo dall’idea che il mondo delle imprese è parte integrante della soluzione alle sfide poste dalla globalizzazione, l’ONU ha lanciato una proposta di collaborazione a scala globale, il Global Compact (GC), che propone di " unire la forza dei mercati all'autorevolezza degli ideali universali […] ed abbracciare, promuovere e far rispettare i valori fondamentali che toccano i diritti dell'uomo, le condizioni di lavoro e l'ambiente ". Un contratto morale, dunque, non giuridicamente vincolante, per responsabilizzare le imprese a promuovere ed applicare valori comuni e principi universali; un'iniziativa volontaria di cittadinanza d'impresa per sostenere processi di responsabilità in grado di sviluppare dialogo sociale attraverso il coinvolgimento di tutti i possibili attori: governi, imprese, organizzazioni della società civile. La fase operativa è stata formalizzata nel 2000, da allora il GC si è sviluppato rapidamente ed oggi è un network composto d...

Esperienze di governance nelle aree naturali protette transfrontaliere

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Nell’ambito del dibattito sulla conservazione ambientale, ed in particolare sulla gestione delle aree naturali protette, particolarmente interessante è l'analisi che analizza la possibilità di applicare a tale gestione una prospettiva di governance, ovvero di un processo attraverso cui interessi diversi e potenzialmente in conflitto possono essere conciliati sulla base di azioni impostate sulla cooperazione tra i molteplici soggetti coinvolti. Il suddetto dibattito è stato caratterizzato dal passaggio da una visione vincolista ed esclusiva, che ha trovato espressione in un'ottica di tipo museale con cui a lungo si sono interpretate le zone sottoposte a tutela, ad una aperta al confronto, che in contrapposizione può definirsi inclusiva, volta a considerarle promotrici di una gestione orientata ai principi dello sviluppo sostenibile, ovvero alla necessità di proteggere la diversità biologica attraverso un equo impiego delle risorse ed un’opportuna divisione dei benefici ambi...

Lo sviluppo sostenibile / I termini del dibattito

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Con il termine sviluppo, s'individua la tendenza di un sistema economico all’espansione, all’incremento della produzione e del reddito prodotto, alla crescita della produttività; un concetto relativo, però, che acquista forza nel confronto tra tempi successivi e realtà diverse. Il concetto del sottosviluppo, invece, condizione di insufficienza ed inferiorità rispetto al termine di paragone che viene accettato in accezione positiva, lo sviluppo, è interpretato quale condizione di arretratezza sociale ed economica in cui si trova una collettività nei confronti di economie più avanzate e con un più elevato reddito; ha quindi sempre una connotazione residuale espressione di una percezione di sottodimensionamento. Come termine di paragone, quindi, si prende la ricchezza delle popolazioni dei paesi industrializzati definita in termini di quantità di beni e servizi fruibili che gli attuali processi di produzione e consumo inducono; tuttavia, tali società presentano un utilizzo ed uno ...

Lo sviluppo sostenibile / Gli indicatori dello sviluppo

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L’indicatore più frequentemente utilizzato è il prodotto interno lordo, PIL, che si ottiene dando un valore monetario all’insieme di beni e servizi prodotti in un paese; la sua determinazione, però, ha dato luogo anche a molte critiche, infatti, è quanto mai difficile, in paesi che presentano strutture organizzative inefficienti, riuscire ad avere dati attendibili sul sistema produttivo. Inoltre, nel computo non si manifestano i beni ed i servizi che vengono scambiati al di fuori del sistema monetario; ma, nei paesi che presentano caratteristiche di sottosviluppo, il baratto è ancora molto diffuso, e tanti servizi importanti, sono erogati secondo norme consuetudinarie di tipo tribale che sfuggono ad ogni tipo di valutazione. Infine, il valore del PIL può essere alterato da produzioni di grande valore ma scarso interesse per la maggioranza della popolazione e, così, nascondere sperequazioni tra le classi sociali; per eliminare o ridurre errori d'interpretazione, allora, si possono u...

Lo sviluppo sostenibile / La sostenibilità dello sviluppo

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Tutte le società che riescono a dare risposte sicure alle esigenze esposte, si può dire che vivono in una condizione di tendenziale sviluppo; ma se riescono a raggiungere questo obiettivo con modalità che possono essere replicate per tempi lunghi, limitando anche i rischi ambientali e sociali, allora il loro modello si può definire in termini di sviluppo sostenibile. Un'idea che implica consapevolezza degli attori e decisioni ed azioni strategiche per utilizzare, conservare e tramandare risorse alle future generazioni; "un processo nel quale lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l'orientamento dello sviluppo tecnologico ed il cambiamento istituzionale sono tutti in armonia, ed accrescono le potenzialità presenti e future per il soddisfacimento delle aspirazioni e dei bisogni umani". Il concetto di sviluppo sostenibile sintetizza, quindi, il problema di come rendere compatibili le esigenze dell'economia con le ragioni dell'ambiente; ...

Lo sviluppo sostenibile / I processi della partecipazione

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Le forme ed i percorsi verso la sostenibilità possono variare da luogo a luogo, ma un elemento di cui l'analisi non può fare a meno è quello della partecipazione. A questa espressione sono associate varie definizioni di tipo politico, sociale, culturale ed individuale, che prevedono comunque un coinvolgimento attivo, mirato e condiviso per la realizzazione degli obiettivi; ciò che caratterizza le diverse interpretazioni del termine partecipazione sono, quindi, gli attori coinvolti, le condizioni di partenza, i tempi e le fasi previste, gli strumenti utilizzati. Da alcuni anni, quindi, alla luce di alcuni fattori istituzionali, sociali e culturali emersi, si parla sempre più frequentemente dei fenomeni della partecipazione. La crisi della rappresentanza politica e delegata; la sfiducia nelle istituzioni rispetto ai processi decisionali; un maggiore impegno individuale e desiderio d'intervenire in prima persona per rispondere a vecchi e nuovi bisogni personali e sociali; la cre...

Lo sviluppo sostenibile / Agenda 21

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Agenda21 è un documento d'intenti ed obiettivi programmatici che analizza, in una visione intersettoriale integrata, i diversi aspetti dimensionali presenti (economico, sociale ed ambientale); le fasi di conservazione e di gestione delle risorse; l'importanza delle specificità locali, evidenziando che "ogni amministrazione locale dovrebbe dialogare con i cittadini, le organizzazioni e le imprese, ed adottare una propria agenda locale […] ed attraverso la consultazione e costruzione del consenso acquisire le informazioni necessarie per formulare le migliori strategie". I 40 capitoli in cui è suddiviso il programma, trattano le problematiche di vari settori dello sviluppo (agricoltura, pesca, attività estrattive, produttive, trasporti, demografia) ed individuano il ruolo e le azioni che ciascuno degli attori può avviare per raggiungere obiettivi di sostenibilità. Il concetto di Agenda21 Locale, quale processo multi-settoriale e partecipativo, viene elaborato e promoss...

Lo sviluppo sostenibile / Le linee comunitarie

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L’esigenza di utilizzare una gamma più ampia e completa di strumenti, e la necessità di adottare un approccio dal basso, bottom up, la cui efficacia dipende dall’interazione costante tra tutti gli attori, dal tipo e dalla qualità del dialogo, è alla base dei Programmi comunitari d'azione ambientale. Questi, innovano profondamente l'orientamento istituzionale, attraverso un approccio di tipo preventivo che sposta l’asse degli interventi dal piano normativo del comando e controllo al confronto con le regole del mercato, tramite il calcolo delle esternalità, e rendono soggetto attivo l'intera società coinvolta a tutti i livelli di aggregazione. Il quinto programma, Verso uno Sviluppo Sostenibile, riconosceva la necessità di sviluppare approcci che prevedano il coinvolgimento attivo del più ampio numero di attori istituzionali, sociali, economici e culturali nel perseguire uno sviluppo sostenibile. Il sesto programma, Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta, che r...

Esperienze di governance nelle aree naturali protette transfrontaliere / Il Santuario per i mammiferi marini del Mar Mediterraneo

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Il Santuario per i mammiferi marini del Mar Mediterraneo è un’area protetta vastissima, circa 100 mila kmq, che si estende tra la Costa Azzurra, il Principato di Monaco, e le coste della Liguria, Toscana e Sardegna. Un triangolo di mare per la tutela di un ecosistema di rilevante ricchezza, che si manifesta nella presenza di un considerevole numero di capodogli, balenottere, tursiopi, grampi e globicefali, attirati dalle molte sostanze nutritive che risalgono dalle profondità dei fondali e si distribuiscono sulla colonna d'acqua in virtù di un favorevole sistema di correnti marine e dell'azione dei venti invernali, denominato upwelling, che ne produce in quantità simile a quella riscontrata nelle acque atlantiche. La proposta d'istituirvi un regime di protezione nasce e viene presentata a Milano nel marzo del 1990, con il nome di Progetto Pelagos, dall'Istituto Tethys. Prospetta una forma di tutela collegiale da realizzarsi attraverso la costituzione di una Riserva...

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